La sicurezza dell’applicazione dei metodi di procreazione assistita

Ioannis Ghiakoumakis
Ginecologo
FIVET Chanià Creta

Con questa presentazione si intende, in modo obiettivo, esaminare la sicurezza dell’applicazione dei metodi di procreazione assistita e dell’uso di medicinali per la stimolazione ovarica, come risulta dalla bibliografia esistente.

Per quanto riguarda i dati epidemiologici del cancro nella donna, si sa che il rischio, in tutta la vita della donna, è del 4-5% per il cancro alle ovaie, del 12% per il cancro alle mammelle, del 6% per il cancro dell’endometrio, mentre sulla popolazione complessiva di donne che si ammalano di cancro, il 30-35% interessa il cancro alle mammelle.

Esaminiamo il rapporto tra la terapia dell’infertilità in malattie gravi come il cancro delle ovaie, il cancro dell’endometrio, il cancro delle mammelle ma anche la sicurezza del trattamento di infertilità relativamente ai discendenti delle coppie sottoposte a tali terapie.

Nello studio di Alison Venn, cui hanno partecipato 29.700 donne, rivoltesi a 10 centri di FIVET in Australia, 20.656 donne sono state sottoposte a terapia con medicinali per la stimolazione delle ovaie, mentre 9.044 donne hanno costituito il gruppo di controllo.

Le conclusioni dello studio Venn e dei suoi collaboratori, circa il cancro delle ovaie, sono che i casi di cancro alle ovaie riportati sia nelle donne sottoposte a terapie di iperstimolazione ovarica che nelle donne non sottoposte ad alcuna terapia, erano comparabili a quelli della popolazione generale. Lo stesso vale anche per il rapporto della stimolazione delle ovaie ed il cancro alle mammelle, dove non si è constatata alcuna differenza rispetto alla popolazione generale. Per il cancro dell’endometrio, i risultati dello studio, hanno mostrato un’azione benefica in quelle persone sottoposte al trattamento in questione, rispetto a quelle donne che avevano intenzione di sottoporsi a trattamenti simili, ma non lo hanno fatto.

Parallelamente allo studio, è stata svolta una ricerca sul rapporto di apparizione del cancro alla mammella, all’endometrio ed alle ovaie a causa dell'infertilità.

È stato dimostrato che i casi di cancro del sistema genitale erano comparabili tra quelli di donne sottoposte a stimolazione delle ovaie e donne non sottoposte a terapia, indipendentemente dalla motivazione dell’infertilità.

Una differenza statistica è stata constatata per il cancro alla mammella ed alle tube, anche in rapporto al cancro dalle ovaie ed all’endometrio, con il fattore inspiegabile di infertilità.

Lo studio Venn ha ricercato la relazione tra i cancri agli organi genitali ed i cicli di stimolazione delle ovaie e non è risultata alcuna differenza statistica, indipendentemente dai cicli applicati in ogni donna.
Circa la sicurezza di applicazione dei metodi di procreazione assistita e l’uso di farmaci per la stimolazione ovarica, gli studi di Ness, con la partecipazione di 12.912 donne, sono stati pubblicati, il 2002, nell’ American Journal of Epidimiology.

Lo studio di G. Potashnik, con la partecipazione di 1.197 donne che soffrivano di infertilità, è stato pubblicato nel 1999 nella rivista Fertility and Sterility. Lo studio di J. Door, nel 2002, sempre nella rivista Fertility and Sterility, cui hanno partecipato 5.026 donne, ma anche lo studio di H. Klip, pubblicato nel 2000, nel Cancer Causes and Control, fanno riferimento alla sicurezza dei bambini nati con i metodi di procreazione assistita, e ad essi hanno partecipato 17.000 bambini. Le conclusioni sono che i bambini che hanno manifestato cancro, nati da madri che soffrivano di infertilità, indipendentemente dal fatto se le madri si sono sottoposte o meno a metodi di procreazione assistita, non differisce dalle percentuali della popolazione generale.

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