Storia Personali

Persa Tzeferakou, a 42 anni d’eta, tiene in braccio i suoi due maschietti gemelli di 9 mesi. Venti anni di sforzi e 21 tentativi di FIVET, le hanno fatto raggiungere, alla fine, la felicita. Cosi, si e dedicata alle donne che desiderano avere dei figli, ma non ci riescono. Quando il medico mi ha informato che anche questo tentativo era fallito, mi e sembrato di impazzire. E come vivere la morte di un figlio continuamente, una volta dopo l’altra.

Mi sono sposata venti anni fa e come tutte le giovani donne, volevo fare un figlio. Il tempo passava e quando abbiamo constatato, insieme a mio marito, che c’era qualche problema, ci siamo rivolti a medici specialisti. Allora, ci hanno detto che solo con la fecondazione in vitro sarei riuscita a restare incinta.
Mi sono sentita mancare la terra. Allora, venti anni fa, la procreazione assistita in Grecia era ancora all’inizio e non solo i suoi risultati non erano incoraggianti, ma anche i costi di ogni tentativo erano davvero enormi. Cosa fare pero? Non c’era altra scelta. E da allora e iniziata questa mia lotta, durata tutti questi venti anni».
«Ho fatto il primo tentativo, il secondo, il terzo.... tutti senza successo. Al decimo tentativo, ho sentito le mie forze mancare. Gli anni passavano ed avevo cominciato a perdere ogni speranza. Come mi avevano detto i medici, il tempo, per ogni donna come me, era la minaccia peggiore. Quanto piu giovani si e, tanto piu facilmente si riesce a restare incinte. Allora, ho stretto i denti ed ho continuato a provare. Gli anni successivi, ho fatto un tentativo dopo l’altro, ma senza successo. Dal punto di vista psicologico ma anche fisico, ero a pezzi. Chiedevo continuamente a mio marito perche doveva capitarmi una cosa simile, perche non potevo avere anch’io, nella mia casa, sorrisi e voci infantili che tanto desideravo.»

Novita … positive.

«Ogni volta che il medico mi informava che anche quel tentativo era fallito, mi sembrava di impazzire. Era come vivere la morte di un figlio ogni volta, per tutti i tentativi falliti. Inoltre, ci si sente come isolata dal resto del mondo, non si ha voglia di niente, tutto, dentro e fuori di te, si incentra su questo figlio. Le cose peggiorano ancora di piu con il passare degli anni, e ci si rende conto che i limiti di tempo si restringono sempre piu. Ma non mi sono arresa. Ho continuato a provare, sono riuscita a riprendermi ed a reggermi sulle mie gambe nuovamente. Mi dicevo, "Persa, continua, ci riuscirai, non soffri di qualche malattia. Molte donne si sono trovate nella tua stessa posizione e poi alla fine ci sono riuscite. Anche tu ce la farai...". Ho interrotto per un po’ i tentativi e poi, raccogliendo tutto il coraggio che mi restava, e con l’esortazione del medico, ho riprovato ancora una volta. Oramai avevo piu di 40 anni e sapevo che era arrivato il momento di dire a me stessa 'ora o mai piu’! Natale era alle porte ed ero in attesa dei risultati. Del resto, ero abituata da venti anni ad ascoltare solo risultati negativi. Cosi, per abitudine e senza alcun entusiasmo, anche questa volta ero in attesa di brutte notizie. Quando, dunque, il mio medico mi ha annunciato che il risultato delle analisi era positivo, non ci ho creduto. Mi sono detta, e un errore e mi hanno dato i risultati di un’altra donna. Solo le donne che hanno vissuto questa esperienza, solo le donne che sono state innumerevoli volte su lettini di ospedale e che hanno pianto per intere notti, solo queste donne possono capire cosa si prova in quel momento...»

«Eppure, era vero. Il mio sogno si e realizzato ed, in pochi attimi, mi sono trasformata in un'altra persona, finalmente mi sentivo una donna felice e realizzata, una futura mamma. Per me, come per mio marito, e stato il momento piu importante della nostra vita e credo che per tutta la nostra vita, non proveremo mai piu dei sentimenti tanto intensi ed una felicita tanto grande. La nostra gioia e diventata ancora maggiore quando, recandoci dal medico per ascoltare il battito cardiaco dell’embrione, abbiamo visto sul monitor dell’ecografia il battito di due cuoricini! Ero in attesa di due gemelli! Sono uscita dall’ufficio del medico, camminando come se fossi ubriaca. Ubriaca da questa inattesa felicita. Dal quel giorno, fino ad oggi, non e passato neanche un momento senza ringraziare Dio di questo regalo fattomi, che ha soddisfatto uno sforzo durato quasi venti anni».
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